Gli Afterhours compiono 30 anni: buon compleanno!
1987-2017. 30 anni di Afterhours. Buon compleanno! 30 anni dalla prima uscita discografica: il 45 giri in vinile "My Bit Boy", prodotto dalla Toast Records.
30 anni di Afterhours che, in realtà, sono 32, considerando che la formazione risale alla fine del 1985. Il primo concerto lo fecero quando ancora non avevano scritto nulla, in un contest per gruppi rock organizzato nella palestra di una scuola di Corbetta, piccolo centro in provincia di Milano.
Da allora 11 album in studio, l'ultimo nel 2016 ("Folfiri E Folfox"), un disco live e una raccolta. E soprattutto il riconoscimento, guadagnato sul campo, di portabandiera dell'alternative rock italiano.
In 30 anni di musica ci sono stati grandi momenti di gioia, come il sold out del 2006 all'Irving Plaza di New York, e anche dolorosi addii, come quello di Giorgio Prette, batterista della band per 25 anni.
La storia recente vede Manuel Agnelli accomodarsi tra i giudici di X Factor. La lettura più immediata che se n'è fatta recita: un simbolo della musica indipendente sposa una fabbrica della musica di consumo.
Alcuni dei vecchi fan non l'hanno presa bene, ma c'è voluto poco per capire che, in realtà, gli Afterhours non sono cambiati. Aprirsi al grande pubblico non ha pagato più di tanto nei concerti, che hanno registrato una crescita di spettatori di circa il 10%.
Questo perché Manuel Agnelli potrà anche apparire in tv ma la musica del gruppo rimane non per tutti: un pò oscura, criptica, un pò rock, un pò no, per niente facilona o ruffiana, e con una marcata identità.
E allora, al di là delle "Strategie" di mercato, gli Afterhours rimangono quello che sono: una band alternative rock col suo pubblico di sempre, abituato allo spartito ostico, alle volte anche tetro, quello da non ascoltare di notte, soprattutto se "Hai Paura Del Buio".
Temistocle Marasco
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