"La musica una volta mi piaceva. Adesso mi rimbomba solo nelle orecchie"
La frase che dà il titolo all'articolo è frutto della seguente sequenza di avvenimenti in un pomeriggio di settembre in cui la testa è ancora impegnata a rimpiangere l'estate: uscire, accorgersi di aver dimenticato il telefonino a casa, tornare indietro e, poco distante dal portone, incontrare la vicina, una insegnante in pensione, colta da fare schifo. Una volta l'ho vista prendere a pallettoni di sapere dei testimoni di Geova che, incalzati da obiezioni e citazioni dotte, sono scappati.
"So che scrivi, ma non ho internet. Fammi leggere qualcosa di tuo. Che sia cartaceo però". "Io adesso scrivo per un sito di musica". "Ah, la musica! Una volta mi piaceva. Adesso mi rimbomba solo nelle orecchie!", mi ribatte la prof.
Affermazione sinistra, quasi inaccettabile per me. Com'è possibile vivere sotto una campana di vetro? Non si tratta di escludere dalle proprie orecchie un genere, ma tutte le composizioni passate, presenti e future. "Adesso sto scoprendo l'arte". Questa aggiunta non mitiga per nulla il mio stupore e in un certo senso anche la mia disapprovazione.
Allora ho cominciato a prendere coscienza che esiste anche chi non ha mai delle cuffie nelle orecchie, chi in macchina non ascolta la radio o non spara a manetta la sua playlist, chi disprezza i concerti e, quando in tv incrocia un cantante, cambia canale. Non pensavo fosse possibile, non avevo mai incontrato qualcuno che fosse così netto nell'esclusione di un qualcosa che ritengo fondamentale nella vita.
Eppure, cara prof, anche la musica è arte e sono certo che più di un suo idolo bacchetterebbe questa sua presa di posizione. Ad esempio Friedrich Nietzsche, per il quale "senza musica la vita sarebbe un errore". Oppure Vasile Ghica, che ne sottolinea la funzione terapeutica universale: "La musica può fare di un'anima devastata una cattedrale".
Per Robert Browning è un antidoto contro l'assenza: "Chi ascolta musica sente d'incanto popolarsi la sua solitudine". E' la tavolozza di colori che tratteggia ogni nostro stato emotivo: "Una vita senza musica è come un corpo senz'anima" (Marco Tullio Cicerone).
Se un giorno anche voi incontrerete una prof in pensione, colta da far schifo, che scaccia i testimoni di Geova a pallettoni di sapere e non ascolta musica, non credetele: ne ha maledettamente bisogno anche lei.
Temistocle Marasco
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