La serata delle cover conferma la prima posizione di Ermal Meta
Il timone della terza serata, quella delle cover, è affidato ai Negroamaro, che aprono con "4 marzo 1943", come poteva essere altrimenti, un tributo al grandissimo Lucio Dalla. Dopo l'esecuzione, il direttore artistico si rende protagonista di un simpatico siparietto: invita la band a lasciare il palco ed il povero Giuliano Sangiorgi cerca di spiegargli che ancora devono suonare un pezzo; Amadeus se ne va redarguito da Fiorello lasciando eseguire al gruppo "Meraviglioso".
Quello che stupisce dei due padroni di casa, Amadeus e Fiorello, è questa alchimia tra loro. Sembrano un po' Cip e Ciop, hanno uscite bizzarre, combinano guai ma sono sempre al loro agio, come se fossero a casa. Tant'e che lo showman siciliano arriva a farsi tagliare i baffetti in diretta dal direttore artistico della kermesse.
La serata scivola verso acque tranquille, forse finanche troppo. Buona comunque la scelta di Fulminacci che si è esibito con Valerio Lundini e Roy Paci in "Penso Positivo" di Jovanotti: esibizione allegra, ben eseguita e conclusa con un rap di Lundini sulla chiesa che unisce Che Guevara e Madre Teresa.
Il primo vero scossone è dato dai Maneskin che, con Manuel Agnelli, reinterpretano "Amandoti" dei CCCP, bellissima versione rock, delicata e forte al tempo stesso. Che energia! L'Ariston prende nuova linfa vitale da questa performance.
Ma la vera sorpresa della serata, la scelta più giusta, è stata fatta da Lo Stato Sociale che, accompagnati da Francesco Pannofino ed Emanuela Fanelli, interpretano "Non è per Sempre" degli Afterhours, concludendo con un elenco di cinema e teatri chiusi nel 2020, che stanno lottando per restare in vita. Il messaggio finale è commovente: "Non è per sempre, riapriranno". A loro va un 10 ed un grazie per aver trattato il tema sul palco italiano più importante.
Molto intensa anche la scelta di Gaia che, con Lous and The Yazuka, canta "Mi sono innamorato di te" di Luigi Tenco, delicata interpretazione delle due artiste, che hanno mescolato le voci in maniera magistrale. E poi sentire Tenco cantato in francese non ha prezzo.
Per il resto molto buone le performance di La Rappresentante di Lista con Donatella Rettore. Insieme d'altronde sono una garanzia. Esecuzione magistrale quella di Willie Peyote con Samuele Bersani di "Giudizi universali" e Ghemon con I Neri Per Caso.
Carini e divertenti Francesca Michielin e Fedez con un "Medley: Felicità": proprio nel momento di reinterpretare la famosissima canzone di Albano e Romina, lo fanno aspirando via dai loro volti ogni traccia di entusiasmo.
Nelle altre esibizioni non ho trovato quello che cercavo per questa prova: la mescolanza di due anime canore e perfetta aderenza ad una reinterpretazione, nonostante i brani scelti fossero di tutto rispetto, come il "Cirano" di Irama rendendo omaggio a Guccini, e Colapesce e Di Martino con "Povera Italia", accompagnata da una traccia vocale inedita di Battiato.
La classifica della serata è scelta dall'orchestra. Per cui comprensibilissima la decisione di premiare Ermal Meta con la sua versione di "Caruso", pezzo eseguito benissimo e che sicuramente puntava di più al lato strumentale.
Ultime citazioni per gli Abbadeus, il quartetto composto da Fiorello, Amadeus, Ibrahimovic e Mihajlovic, che con "Io vagabondo" dei Nomadi mi convincono a render grazia che i due campioni abbiano incontrato un pallone nella loro vita e non un microfono. Comunque molto simpatici.
Infine Achille Lauro porta in scena "Penelope" insieme a Monica Guerritore ed Emma Marrone. La scelta dell'artista, che compare travestito da statua greca, è quello di interpretare il pop, definito dal cantante stesso come il genere più incompreso della storia: "Il pregiudizio è una prigione, il giudizio è una condanna, Dio benedica gli incompresi".
Con queste note finali ci lasciamo per ritrovarci questa sera. Appuntamento speciale per i giovani. Tra qualche ora, infatti, conosceremo il vincitore!
Teresa Moccia
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