Quale futuro per i concerti? Tiziano Ferro chiede chiarezza
Evitare gli assembramenti di persone. E' questo il monito che sentiamo ripetere più spesso nell'età del coronavirus. Se si pensa che i concerti sono una delle attività che, più di ogni altra, presuppongono il raggruppamento di individui, è lecito chiedersi quale futuro li attenda.
Tiziano Ferro ieri sera è stato ospite di Fabio Fazio nella trasmissione "Che tempo che fa". In collegamento dalla sua casa di Los Angeles, ha chiesto al governo maggiore chiarezza sui tempi e le modalità con cui l'industria dello spettacolo potrà rimettersi a regime: "Abbiamo bisogno di risposte, non per me, che ho coltivato questo sogno per un anno, ma per chi sta comprando i biglietti: sono mezzo milione solo quelli che li hanno comprati per i miei concerti. Penso alle persone che lavorano sopra e dietro al palco. Siamo tutti bloccati. Occorre tutelare il pubblico e i lavoratori più fragili".
Da qui è derivata una pioggia di polemiche da parte del mondo della rete, che notoriamente si limita a leggere il titolo per poi condividere e critica aspramente dei contenuti che neppure conosce. Maldestramente è stato recepito che Tiziano Ferro, in piena emergenza, si lamenta per il possibile rinvio dei suoi concerti.
Logica conseguenza è che il popolo del web si indigni poichè una simile considerazione arriva da una persona che non avrà mai problemi economici.
Quello che invece l'artista di Latina voleva sottolineare è che, cantanti a parte, l'attività live presuppone l'impiego di una serie di figure professionali che oggi sono in grande sofferenza. Tutti coloro che lavorano per allestire gli show vivono nell'incertezza di sapere quando potranno ricominciare perché è da questo che dipende il loro sostentamento.
Inoltre Tiziano Ferro ha citato gli spettatori che hanno già comprato i biglietti, e magari hanno anche prenotato voli aerei, treni, alloggi. Ce ne sono tanti: soltanto per i suoi prossimi spettacoli, sono 500.000 i tagliandi staccati.
Ma agli haters tutto questo non interessa. Peccato perché stavolta non c'era neppure da leggere tra le righe. Il messaggio era chiaro e bastava solo ascoltare, senza neppure interpretare. Sere nere.
Temistocle Marasco
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