A noi ci hanno insegnato tutti gli Americani. Se non c’erano gli Americani a quest’ora noi eravamo Europei. Vecchi, pesanti, sempre pensierosi, con gli abiti grigi e i taxi ancora neri.
Non c’è popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli Americani. E generosi. Gli Americano non prendono mai. Danno, danno.
Non c’è popolo più buono degli Americani. I Tedeschi sono cattivi. E’ per questo che le guerre gli vengono male. Ma non stanno mai fermi, ci riprovano, c’hanno il diavolo che li spinge: "Dai, dai!".
Intanto Dio fa il tifo per gli Americani e secondo me ci influisce, non è mica uno scalmanato qualsiasi Dio, ci influisce. E il diavolo si incazza. Stupido, prende sempre i cavalli cattivi. Già, ma non può tenere per gli Americani, per loro le guerre sono una missione. Non le fanno mica per prendere… per dare!
C’è sempre un premio per chi perde la guerra, quasi, quasi conviene: "Congratulazioni, Lei ha perso ancora!", e giù camion di caffè.
A loro gli basta regalare. Una volta gli invasori si prendevano tutto del popolo vinto: donne, religione, scienza, cultura. Loro no, non sono capaci.
Uno vince la guerra, conquista l’Europa, trova lì una lampada liberty che fa, il saccheggio è ammesso, la fa sua. Nooo! Civilizzano loro. E’ una passione. E te ne mettono lì una al quarzo, tutto bianco. E l’Europa con le sue lucine colorate, i suoi fiumi, le sue tradizioni, i violini, i walzer…
E poi luci e neon e colori e vita e poi ponti, autostrade, grattacieli, aerei… chewing-gum.
Non c’è popolo più stupido degli Americani.
La cultura non li ha mai intaccati. Volutamente! Sì, perché hanno ragione di diffidare della nostra cultura, vecchia, elaborata, contorta. Certo, più semplicità, più immediatezza, loro creano così… come cagare!
Non c’è popolo più creativo degli Americani. Ogni anno ti buttano lì un film, bello anche, bellissimo, ma guai se manca quel minimo di superficialità necessaria. Sotto, sotto c’è sempre il western… anche nei manicomi riescono a metterci gli Indiani! E questa è coerenza.
Gli Americani hanno le idee chiare sui buoni e sui cattivi. Chiarissime. Non per teoria, per esperienza… i buoni sono loro! E ti regalano una scatola di sigari, cassette di whisky, navi, sapone, libertà, computer, abiti usati, squali.
A me l’America non mi fa niente bene. Troppa libertà. Bisogna che glielo dica al dottore. A me l’America mi fa venir voglia di un dittatore. Ohhhhh!!! Sì, di un dittatore. Almeno si vede, si riconosce. Non ho mai visto qualcosa che sgretola l’individuo come quella libertà lì. Nemmeno una malattia ti mangia così bene dal di dentro.
Come sono geniali gli Americani, te la mettono lì. La libertà è alla portata di tutti come la chitarra. Ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà.
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
Ivano Fossati è impegnato nelle presentazioni indoor del suo nuovo album "Le Donne Di Ora", ventunesimo in studio del cantante di Genova. Il lavoro è dedicato a Giorgio Gaber, scomparso nel 2003.
Il supergruppo di Alice Cooper e Johnny Depp è pronto a tornare in Italia con 2 date nel mese di settembre.
"Era uno dei concerti migliori della mia vita". Bad Bunny è tornato a parlare dell'evento tenuto sabato scorso all'Ippodromo La Maura nella zona San Siro di Milano. E la grandine riapre il problema sicurezza dell'impianto.
Noemi dovrà osservare 4 settimane di riposo dopo la caduta, ma dal 16 agosto sarà un tour de force per recuperare i live rinviati. Ecco tutte le date fino a settembre.
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Nella terza edizione di "Nuova Scena", talent dedicato al mondo rap in onda su Netflix, si sono aggiudicati la vittoria i cosentini Flextony e Tigerplug.
La radio è morta? No. Ma non è più il cancello d'ingresso. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato ? radicalmente. Canzoni sconosciute esplodono in pochi giorni. Artisti senza contratto discografico raccolgono milioni di stream. E le radio? Arrivano dopo, non prima. Il pubblico ha preso il controllo. Il potere dei video brevi: 15 secondi che cambiano tutto TikTok ha trasformato le regole del gioco musicale. Una melodia che dura meno di venti secondi può diventare il suono di un'intera estate. Nel 2023, oltre il 70% delle canzoni entrate nella Billboard Hot 100 aveva avuto un'origine virale su piattaforme social prima di ricevere attenzione radiofonica.
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Da qualche parte nel mondo i Blue si sono riuniti davanti a uno schermo per vedere l'esibizione di Sal Da Vinci che canta "Per Sempre Si".