‘SHHHH…’, ‘SHHHH…’, ‘SHHHH…’
Cosa faccio?
Gonfio! Gonfio tutto: figli, mamme, papà, mogli, sentimenti, emozioni, amori, soprattutto amori gonfio.
‘SHHHH…’, ‘SHHHH…’
Perché? Quando uno c’ha una cosa piccola cosa fa, la tiene piccola? La gonfia! Appunto.
‘SHHHH…’, ‘SHHHH…’
A qualcuno forse può bastare un amore di quelli così… normali. A me no.
Io ho inventato il plus-amore.
Il plus-amore sarebbe la differenza fra quel sentimento normale che io produco e quello che invece io espongo al pubblico!
Guardatemi! Sono tutto una roba d’amore. Tutta una roba d’amore che mi esce da tutte le parti ‘BLOOH’, ‘BLOOH’, ‘BLOOH, …’.
E amo, amo, è incredibile come amo, non lo capirebbe neanche Goethe.
Tutto amo, sì, perché il mio amore non è un fatto mentale, no… è materia! E’ come se fosse un prolungamento del mio braccio, sì… e dai lì braccia che crescono… vado in giro che sembro un polipo!
E qui mi viene un po’ il dubbio: tagliare o no? Già perché a forza di prolunghe non ti muovi più, eh! Ma a favore dell’amore, certo, a favore dell’amore… gonfia, gonfia! Stai a vedere eh.
L’amore è lì. Gira anche lei coi suoi tentacolini che sembra un "totanino" e poi…’PAH’. E io, io magari c’avrei anche la voglia di andare al cinema da solo! No, io non posso mica avere un sentimento normale. E allora ‘SHHHH…’ , ‘SHHHH…’, sono nato con al pompa io… non mi ero mica dato il ciuccio quand’ero piccolo, no… un compressorino.
L’amore è lì, no, la ragazza, sì mi piace un po’ è vero, ma quanto mi piace? Quanto pesa? Beh? Peserà cinquanta chili. Ah pesi solo cinquanta chili eh! E allora ‘SHHHH…’, ‘SHHHH…’ e questi cinquanta chili crescono diventano una montagna, una montagna enorme, 100 tonnellate, 200, gonfia, gonfia, che plus-amore, che plus-amore!
Il testo IL PLUS-AMORE di GIORGIO GABER è presente anche nell'album Anche per oggi non si vola (1974)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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