Elle s'emmerdait Place Saint-Michel, avec des cons,
Elle descendait place de l'Horloge, en Avignon,
S'emmerder avec des vieux chnoques,
De vingt-cinq berges
Qui r'viennent des Indes ou du Maroc
Et qui s'gobergent,
Assis sur des sacs de couchage
Plutôt cradoques.
Sous leurs pavés, c'est p't'être la plage,
Mais elle est moche !
Elle était un p'tit peu campeuse,
Un p'tit peu auto-stoppeuse,
J'l'aurais préférée vicieuse, voire allumeuse !
J'l'ai prise en stop à la porte de Vanves, un soir de juin,
L'est montée dans ma Ford Mustang, avec son chien,
Un dobermann complètement barge
Qu'avait très faim,
Qu'a mis des poils et pi d'la bave
Plein mes coussins.
Elle a r'tiré ses charentaises,
Bonjour l'odeur,
Pour roupiller super à l'aise
Pendant trois heures !
Elle était un p'tit peu campeuse,
Un p'tit peu auto-stoppeuse,
J'l'aurais préférée vicieuse, voire allumeuse !
En s'reveillant l'avait la frite, elle m'a parlé
D'un pote à elle qu'est journaliste à V.S.D,
Qu'écrit parfois dans Rock and Folk,
Sous un faux nom,
Pi qui s'rait pédé comme un phoque,
Mais loin d'être con.
J'lui ai dit : boucle-là, tu m'emmerdes
Avec tes salades,
Pi tu m'enfumes avec ton herbe
Ça m'rend malade !
Elle était un p'tit peu campeuse,
Un p'tit peu auto-stoppeuse,
J'l'aurais préférée vicieuse, voire allumeuse !
On s'est arrêté pour bouffer après Moulins,
Et Jacques Borel nous a chanté son p'tit refrain :
Le plat pourri qui est le sien,
J'y ai pas touché,
Tiens, c'est pas dur, même le clébard
A tout gerbé !
Ma stoppeuse s'est rempli l'tiroir
Sans rien moufter,
Elle était raide, comme par hasard,
J'ai tout casqué !
Elle était un p'tit peu campeuse,
Un p'tit peu auto-stoppeuse,
J'l'aurais préférée vicieuse, voire allumeuse !
Quand j'lui ai proposé la botte, sans trop y croire,
Elle m'a dit : cause toujours, mon pote, t'est qu'un ringard !
Alors, pour détendre l'atmosphère,
Très glauque, très punk,
J'mets une cassette se Starshouter
Dans mon Blaupunkt.
Ell' m'dit : j'préfère le rock'n-roll,
C'est plus l'éclate.
Je l'ai gerbé de ma bagnole
À grands coups d'lattes.
Elle était un p'tit peu campeuse,
Un p'tit peu auto-stoppeuse,
J'l'aurais préférée vicieuse, voire allumeuse !
Elle s'est r'trouvé sur l'macadam 'vec ses gamelles,
Son sac à dos, son dobermann, bien fait pour elle,
Terminé pour moi les campeuses,
J'ai eu ma dose,
Me parlez plus d'auto-stoppeuse
Ça m'rend morose !
J'veux plus personne dans ma bagnole,
J'suis mieux tout seul,
J'conduit d'une main, d'l'autre j'picole
J'me fends la gueule !
Elle était un p'tit peu campeuse,
Un p'tit peu auto-stoppeuse,
J'l'aurais préférée vicieuse, voire allumeuse !
Il testo L'AUTO-STOPPEUSE di RENAUD è presente anche nell'album Marche à l'ombre (1980)
Renaud Pierre Manuel Séchan, noto semplicemente come Renaud, è un cantautore, musicista e attore francese nato a Parigi nel 1953. Considerato uno dei cantautori più importanti della Francia contemporanea, Renaud ha conquistato il pubblico con la sua musica popolare, spesso caratterizzata da testi sociali e politici incisivi. La sua carriera musicale, iniziata negli anni '70, è stata segnata da successi come "Mistral Gagnant", "Morgane de toi" e "Laisse béton". Renaud ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Jacques Higelin e Louis Chedid. Nel corso degli anni, la sua musica ha affrontato temi come l'immigrazione, la disuguaglianza sociale e la lotta contro il razzismo. Renaud è anche un attore di successo, con una filmografia che comprende film come "Le Grand Bleu" e "La Vie est belle". Nel 2018, dopo un lungo periodo di assenza dai palcoscenici, ha annunciato il suo ritorno con un nuovo album intitolato "Renaud", accolto con grande entusiasmo dal pubblico.
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