Sous le tilleul, là sur la lande,
vous trouvez bien le repaire
vous qui passez regardez les herbes
écrasées par nos jeux et par nos pas
devant le bois chantait le rossignol
et tu coupais des fleurs pour faire ta couche.
Tu rirais si tu passais par là
Avec même rire sur la bouche.
Sous le tilleul, là sur la lande,
où se mêlaient les fleurs et l’herbe,
dans les roses vous pouvez repérer
là où je posais ma tête.
On vous a surprise dans mes bras
ce n’était pas pour nous grande honte
c’est à toi que je voulais donner
pour qu’on puisse t’appeler mon nom d’homme.
Sous le tilleul, là sur la lande,
le lys a jeté ses racines
si vous venez vous verrez enlacées
toutes les fleurs mêlées aux racines.
Un été vous vous étés en volée
vers une autre contrée, une autre nature
c’était vrai, j’aimais un épervier
dans votre cœur caché, tant pis pour moi.
Toi qui va à la chasse aux nuages
tu cours après le vent des mirages
mais la beauté est un oiseau sauvage
elle se meurt si on l’attache.
Ainsi fait dans sa course le monde
Le vent, la mer, les nuages dans leur ronde
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Sotto il tiglio, là nella landa,
là dov’era il nostro letto,
voi che passate potrete vedere
come rompemmo fiori ed erba.
Davanti al bosco cantava l’usignolo
E di fiori lei fece un giaciglio.
Riderà chi passi per di là
guardate com’è rossa la sua bocca.
Sotto il tiglio, là nella landa,
noi rompemmo fiori ed erba,
dalle rose potrete vedere
dove io posai la testa.
Se saprete che lei era con me
questo non sarà certo mai vergogna,
era lei la donna che volevo
per essere chiamato col mio nome.
Sotto il tiglio, là nella landa,
la radica si abbraccia al giglio,
voi che passate potrete vedere
come son cresciuti insieme.
Lei con me rimase solo un anno,
ma con oro poi intrecciò le chiome;
e se ne andò: io amavo uno sparviero,
in alto si levò e volò via.
Sempre va a caccia di nubi
il vento, e non può mai fermarsi;
ma la bellezza è ancor più veloce,
troppo lento per lei il vento.
Così è la nostra vita e il mondo:
come vento e nube fugge via.
Angelo Branduardi (nato il 12 febbraio 1950) è un cantautore italiano di fama internazionale. Considerato uno dei pilastri della musica folk italiana, Branduardi si distingue per la sua poliedrica vena creativa che spazia dal cantautorato al teatro musicale, dalla scrittura di colonne sonore alla composizione di opere liriche. La sua musica, caratterizzata da testi poetici e melodie evocative, ha conquistato un pubblico vasto in Italia ed Europa, con particolare successo in Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi. Tra i suoi brani più celebri figurano "La mia banda suona il jazz", "Il mio canto libero", "Azzurro" (cover di Adriano Celentano) e "Cogli la vita". Branduardi ha collaborato con numerosi artisti italiani ed internazionali, tra cui Paolo Conte, Roberto Vecchioni e l'Orchestra Sinfonica di Milano. Nel corso della sua lunga carriera ha pubblicato oltre 20 album, alcuni dei quali divenuti pietre miliari del panorama musicale italiano.
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