Ho visto un uomo matto
è impressionante come possa fare effetto
un uomo solo, dimenticato, abbandonato
dietro le sbarre sempre chiuse di un cancello.
Noi fuori dal cancello
noi che siamo normali, noi possiamo far tutto
noi che abbiamo la fortuna di esser sani
noi ragioniamo senza perdere la calma
col controllo di noi stessi, senza orribili visioni.
Noi siamo sani, noi siamo sani
noi siamo fuori dai problemi della psiche
sempre in pace col cervello e con i nostri sentimenti
così normali, i nostri gesti equilibrati
non danneggiano nessuno, sempre lucidi e coscienti.
Noi siamo sani, noi siamo sani, noi siamo normali
noi che sappiamo di contare sul cervello
siamo sicuri, siamo forti, siamo interi
e noi dall'altra parte del cancello.
Un uomo, lo sguardo fisso
un uomo solo alla ricerca di se stesso
un uomo a pezzi, così impaurito, così bloccato
dietro le sbarre sempre chiuse di un cancello.
Noi fuori dal cancello
noi che siamo normali, noi possiamo far tutto
noi che abbiamo la fortuna di esser sani
possiamo avere un buon lavoro, una famiglia
sempre unita, un'esistenza piena di rapporti umani.
Noi siamo sani, noi siamo sani, noi siamo normali
noi che abbiamo gli strumenti per poterci realizzare
con un titolo di studio
si può viaggiare, si può avere il passaporto, la patente
il porto d'armi e la domenica allo stadio.
Noi siamo sani, noi siamo sani, noi siamo normali
noi che sappiamo di contare sul cervello
noi prepariamo i nostri figli per domani
e noi da quale parte del cancello
da quale parte del cancello.
Siamo proprio normali, noi possiamo far tutto
noi che abbiamo la fortuna di esser sani
noi ragioniamo senza perdere la calma
col controllo di noi stessi senza orribili visioni.
Noi siamo sani, sì, noi siamo sani
noi siamo fuori dai problemi della psiche
sempre in pace col cervello e con i nostri sentimenti
così normali, i nostri gesti equilibrati
non danneggiano nessuno, sempre lucidi e coscienti.
Noi siamo sani, noi siamo sani, noi siamo normali
noi che sappiamo di contare sul cervello
noi prepariamo i nostri figli per domani
e noi da quale parte del cancello
da quale parte del cancello.
Siamo proprio normali, noi possiamo far tutto
noi che abbiamo la fortuna di esser sani
possiamo avere un buon lavoro, una famiglia
sempre unita, un'esistenza piena di rapporti umani.
Noi siamo sani, noi siamo sani,
noi siamo sani, noi siamo sani,
noi siamo sani...
[rumore di fondo] Goal!
Il testo DALL'ALTRA PARTE DEL CANCELLO di GIORGIO GABER è presente anche nell'album Far finta di essere sani (registrazione studi fonorama) (1973)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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