Su una trave accesa di fuoco
vagano in cielo senza riposo
vagano al grido dall’ultimo fiato
uscito dal collo del decollato
vagano al vento spinte dal Santo
che perse la testa per quell’incanto
Perse la testa Erode il Re
perse la testa per una danza
perse la testa Erode il Re
e un’altra testa volle per se
Ora le ragazze pure di cuore
ancora sentono le parole
delle ombre nel vacile
dentro l’acqua continuare a dire
Mamma mamma perché lo chiedesti
e tu figlia perché lo facesti?
Chiedesti la testa di San Giovanni
ora mamma che brutti affanni
Nelle fiamme giriamo in tondo
giriamo in tondo per tutto il mondo
nelle fiamme giriamo in tondo
mai verrà la fine del mondo?
Potremo bruciare per tutto quel giorno
sprofondare senza ritorno
potremo danzare per tutto l’inferno
che sempre la danza porta a quel giorno
Mamma mamma perché lo chiedesti
e tu figlia perché lo facesti?
Chiedesti la testa di San Giovanni
ora mamma che brutti affanni
La chiedesti tagliata dal collo
la chiedesti servita su un piatto
figlia ballasti tutta la notte
perché quella testa cadesse mozza
Figlia facesti tutte le mosse
dentro al ventre ruotasti le ossa
gli arrossasti di voglia le guance
gli arrossasti la voglia nel sangue
E ora bruciamo per tutto quel giorno
sprofondiamo senza ritorno
nella grazia che porta all’inferno
danzeremo bruciando nel vento
fino a essere polvere e cenere…
Ora le ragazze per San Giovanni
chiedono al fuoco di svelare gli inganni
chiedono al cardo chiedono al piombo
chi avranno un giorno per compagno intorno
e anche le crude Masciare,
questa notte vogliono volare
e ognuno indaga nel cielo
qualche segno dal mondo del vero
Ma il futuro è scritto nel fuoco
ed è bruciare interi quel giorno
vedere una testa che brilla nel sole
vederla crescere e poi cadere
vedere il sangue bollire nell’oro
battezzati al fuoco d’inferno
che sempre brucia acceso di dentro
bruciare nell’aria spersi nel vento
per essere Spirito e Polvere e Cenere
di ossa senza una fossa
Ora le ragazze per San Giovanni
chiedono al dito chi sarà il marito
chiedono al cardo esposto nell’alba,
nella luce fuori dalla stanza
la mattina nel sole che avanza,
se fiorisce, fiorisce la speranza.
Vinicio Capossela è un cantautore, polistrumentista e scrittore italiano nato a Napoli nel 1965. Considerato uno dei cantautori più originali e poetici della scena musicale italiana contemporanea, Capossela si distingue per la sua capacità di intrecciare testi raffinati e immaginifici con melodie folk e tradizionali, influenzate da sonorità provenienti dal mondo mediterraneo e dall'Europa orientale. La sua musica è caratterizzata da un forte senso di narrazione, spesso ispirata a storie popolari, leggende e miti, che vengono reinterpretati in chiave personale e contemporanea. Tra i suoi album più importanti figurano "L'amore è una cosa strana" (1996), "Il grande gioco" (2000) e "La terra dei cachi" (2008). Capossela ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Paolo Conte, Carmen Consoli e Roberto Vecchioni. Alcuni dei suoi brani più rappresentativi sono: "L'amore è una cosa strana", "Il grande gioco", "La terra dei cachi", "Le parole che non ho detto" e "Canzone per un amico perduto".
Si intitola "Tredici Canzoni Urgenti" e uscirà il prossimo 21 aprile il nuovo album di Vinicio Capossela.
Un centinaio di studenti ha interrotto il concerto pisano di Vincio Capossela ritenendo i costi del biglietto troppo alti. E' una protesta giusta?
"Un altro anno se ne va, chiude la porta e saluta. E un altro anno arriverà. Per un istante si sfioreranno", canta Pacifico. E proprio in questo istante, in molte piazze d'Italia, l'avvicendamento sarà festeggiato con
Una tratta ferroviaria dismessa e le stradine strette di un paese dell'Irpinia sono lo sfondo del video a corredo del nuovo singolo di Vinicio Capossela: "Il Treno".
IL 23 aprile 2015 è la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore. #ioleggoperché è l'iniziativa dell'Associazione Italiana Editori (AIE) che ha deciso di coinvolgere tutta l'Italia con eventi nelle piazze, sui treni, nelle scuole, nelle università e naturalmente nelle biblioteche del Bel Paese.
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