Com'è difficile
avervi dato il cuore,
la pelle, i nervi, gli occhi, i piedi...
perfino il mio odore
e nemmeno una sola ragione,
una sola, qualunque,
anche vaga ragione
di essere qui.
Sembro invincibile,
quando uscite la sera
senza darmi un bacio;
sembro invisibile,
perso nei miei pensieri,
quando vi incrocio:
«nostro padre
ha una tale riserva di sogni
che non è possibile batterlo:
lui non può perdere mai ... »
Ma guardate quest'uomo,
che vi ha insegnato a vivere
fermando il tempo,
con un solo vestito
per tutte le stagioni,
che vi ha insegnato a correre
controvento,
e che vedete sul palco
a sbranare emozioni,
a serrare nei pugni
le cose che vanno via,
perché il bello degli uomini
è che non hanno mai perso,
e vi ha insegnato la grandezza
della malinconia,
perché siamo i soli padroni
dell'universo,
ma guardate quest'uomo,
guardatelo adesso, guardate
questo buffo uomo ridicolo
che sta sulla porta,
questo buffo uomo ridicolo
che fuma dietro alla porta,
questo buffo uomo ridicolo
che aspetta solo che torniate
e tutto il resto è un puttanaio
di puttanate...
un puttanaio di puttanate.
Così fa il tempo,
e non insegna a nessuno
come restargli dietro;
così fa il tempo
e ti mette nelle tasche
diamanti di vetro...
il ragazzo guardava le stelle,
le stelle guardavano il buio,
nel buio vi ho dato la mano...
non badate a quest'uomo,
che sarà forse il freddo,
sarà forse il fumo,
ha chiuso gli occhi ma dentro
ci continua a vedere,
come il suo vecchio perso
nel bosco di Colono,
o il suo Valerio sfinito
di gotta e d'amore,
quest'uomo mai finito
e avvinghiato ad un sogno,
rivenduto in pacchetti
di musica e parole,
che scorreva la vita
e non trova più il segno
dove stava per leggere
il senso dei dolore,
ma guardate quest'uomo,
guardatelo adesso,
guardatelo, guardate
questo buffo uomo ridicolo
che sta sulla porta,
questo buffo uomo ridicolo
che fuma dietro la porta,
questo buffo uomo ridicolo
che si aspetta che voi amiate
proprio quello stesso puttanaio
di puttanate,
il suo puttanaio...
Il testo QUEST'UOMO di ROBERTO VECCHIONI è presente anche nell'album El bandolero stanco (1997)
Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, poeta e insegnante italiano nato a Milano nel 1940. Considerato uno dei cantautori più importanti della musica italiana, Vecchioni si distingue per la sua poetica profonda e raffinata, spesso ispirata alla tradizione letteraria e al mondo interiore. La sua carriera musicale è iniziata negli anni '60 con il gruppo folk-rock I Nomadi, ma ha raggiunto la fama nel 1975 con l'album "La mia casa è un castello". Tra i suoi brani più celebri figurano "L'uomo che amava le donne", "Il cielo in una stanza", "Canzone per te" e "Luci d'artista". Vecchioni ha vinto numerosi premi, tra cui il Festival di Sanremo nel 1982 con la canzone "La mia casa è un castello" e il Premio Tenco nel 1976. Oltre alla musica, Vecchioni si dedica anche alla scrittura di romanzi, poesie e saggi.
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