Festival di Sanremo 2018: buona la prima
La prima serata del festival di Sanremo 2018 è stata un successo, con 11 milioni e mezzo di italiani sintonizzati su Rai 1 e uno share del 52%, che ha superato anche quello dell'edizione scorsa, l'edizione dei record.
Il picco assoluto è stato registrato durante il duetto Fiorello Baglioni, che hanno cantato "E Tu", di gran lunga la canzone più emozionante sentita ieri. Se fosse stata in gara, avrebbe vinto a mani basse.
Tutto è andato per il verso giusto, anche la più classica delle invasioni sul palco in segno di protesta contro un diritto violato. Tanto che, inizialmente, qualcuno ha pensato fosse una gag ideata dallo showman catanese. Proprio Fiorello è stato il protagonista della partenza, indossando i panni di scaldapubblico di lusso: travolgente, ironico e irriverente, ha dato una linea di leggerezza a un festival per tradizione solenne e ingessato.
A questo processo di ristrutturazione hanno contribuito in modo decisivo Michelle Hunziker e Pierfrencesco Favino, con Baglioni a suo agio nelle vesti di spalla. I due, oltre a presentare, hanno anche cantato. Soprattutto l'attore romano si è distinto per 3 minuti di mashup, miscelando una ventina di successi sanremesi, con tanto di imitazione di alcuni simboli come Bobby Solo e Tony Dallara.
Ma l'obiettivo del direttore artistico, ribattezzato "dittatore artistico", era quello di riportare le canzoni al centro dell'evento. E in effetti è sembrato ci sia riuscito, se si esclude la presentazione, con cast al completo, del film "A casa tutti bene". Il lungometraggio di Muccino riporta clamorosamente al titolo dell'ultimo album di Brunori Sas, e quindi in qualche modo alla musica.
Le canzoni sono "un pugno di riso di note e parole legate da un filo di voce", ha detto Baglioni, e meritano la ribalta. In questa prima serata si sono esibiti tutti i 20 big, avvicendandosi al microfono con alterne fortune. Qualcuno ha steccato, qualcuno è sembrato affaticato, qualcuno ha fatto un'ottima figura.
Un solo ascolto non può bastare per distinguere il buono dal meno buono, ma ci sono piaciuti Annalisa e Giovanni Caccamo. E abbiamo avuto un dejà vu quando, durante l'esibizione de Lo Stato Sociale, è comparsa sul palco una anziana ballerina. L'operazione simpatia ha reso automatica l'associazione di idee con Francesco Gabbani: quest'anno la scimmia ha molti anni in più e molti peli in meno.
Temistocle Marasco
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