Il post di Mario Biondi che ha scatenato la polemica sui social
#musicaitaliana e #sosteniamolanostramusica: con questi due hashtag il cantante Mario Biondi è riuscito ad accendere una polemica sul web.
Qualche giorno fa sul suo profilo Instagram ha deciso di rivolgersi al pubblico con un post dai toni molto provocatori «Volete fare i rivoluzionari? Volete fare qualcosa per la musica italiana? Boicottate tutte le radio che programmano musica straniera.
Fatelo per una settimana, se non bastasse per due, ma siate coerenti e vedremo insieme se essere uniti per la musica può servire. Coraggio!». Lo scopo, ha spiegato l'artista, è quello di far pressione affinché le radio programmino soprattutto musica italiana.
Per il momento l'unico effetto che è riuscito a scatenare è stato quello del boomerang, solo pochissimi sembrano averlo preso sul serio, i più gli si sono rivolti contro sostenendo che se c'è una cosa che non può essere chiusa tra le mura nazionali questa è proprio la musica.
Tra l'altro a chi gli ha fatto notare che sembra poco credibile che proprio lui che incide la maggior parte delle canzoni in inglese lanci una campagna del genere risponde «Avete una vaga idea di quanti artisti italiani cantino in lingue diverse dall'italiano? Sono italiani? Cantano musica italiana in lingue diverse? Non è sempre musica italiana? Non in italiano».
Mario Biondi sembra inarrestabile a chi continua a criticarlo perché non d'accordo con il suo punto di vista, dice «Io vorrei che le radio sostenessero il prodotto italiano. Vi è chiaro adesso? Se non vi è chiaro, avete qualche problema di udito», cambiando gli hashtag precedentemente utilizzati con #supportoallamusica e #noaimaleducati.
Sembra ingenuo sostenere a tutti i costi un prodotto italiano quando la musica stessa è il frutto di incontri di culture, di stili e di esperienze. Il problema non si risolve creando separazioni o nascondendosi dietro la barriera di uno sterile nazionalismo, semmai ci si dovrebbe interrogare su come produrre prodotti vincenti e non solamente secondo la logica del libero mercato.
A dirla tutto uno studio di EarOne smentisce il cantante dimostrando che tra le 100 canzoni più passate alla radio nel 2020 più della metà sono di artisti italiani. Non ci resta che lasciar scorrere un po' di acqua sotto i ponti e sperare che i fan di Biondi dimentichino presto l'accaduto.
Teresa Moccia
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