La filantropia di Dolly Parton
Non tutti sanno che la regina del country, Dolly Parton, ha deciso di contribuire in prima persona alla lotta contro il Coronavirus. L'attrice, cantante e musicista statunitense ha investito sul vaccino, e se oggi milioni di americani hanno potuto accedere ad almeno una delle dosi lo devono un po' anche a lei.
A novembre dell'anno scorso la 74 enne inarrestabile Dolly ha donato all'industria farmaceutica Moderna 1 milione di dollari per sostenere la ricerca. Questa azione non è che uno degli esempi della rinomata filantropia della cantante, è lei infatti la fondatrice della "Biblioteca dell'immaginazione", un'associazione senza scopo di lucro che regala libri ai bambini dalla nascita fino all'inizio della scuola nelle aree difficili.
Ha poi donato 800 mila sterline alla Vanderbilt University nel Tennessee per la ricerca. Insieme a tutte queste attività senza scopo di lucro, non si stanca mai di incidere dischi, risale all'ottobre dello scorso anno, il suo 47esimo album da solista dal titolo "A Holly Dolly Christmas", la terza raccolta dell'artista sul Natale, per l'occasione partecipò anche al film "Dolly Parton's Christmas on the square" di Netflix, in cui l'artista ci deliziava con la sua splendida voce.
A parte il grande contribuito che ha dato alla musica country e ai suoi gesti filantropici, mi sento di ringraziare la Parton per aver composto quel brano stupendo dal titolo "I will always love you", reso poi celebre da Whitney Houston qualche anno più tardi. E nei miei ringraziamenti aggiungo anche il cantautore Johnny Cash, che conobbe Dolly nel 1964 ed ebbe un ruolo fondamentale nell'incoraggiarla a proseguire la sua carriera.
Conoscendo la grande grinta e determinazione della cantante, sono sicura che una volta passata questa pandemia, sarà pronta per un tour che, perché no, potrebbe portarla anche in Europa.
Teresa Moccia
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