Alice Cooper: "Jimi Handrix mi disse che sarebbe impazzito se avesse suonato ancora Foxy Lady"
Replicare, replicare e ancora replicare. Come in tanti altri mestieri, anche il cantante è chiamato a replicare la propria performance per un numero imprecisato di volte. Questo accade in particolare con i brani di punta del repertorio. Alcuni artisti amano farlo, altri non si sottraggono ma tentano di modificare l'arrangiamento per vincere l'alienazione, con risultati non sempre graditi al pubblico. Altri ancora lo detestano, prediligendo sempre le tracce nuove. Tra loro c'era Jimi Handrix che, da un certo punto in poi, pare suonasse "Foxy Lady" davvero controvoglia. Sfortunatamente era uno dei suoi pezzi di maggior successo e, per quanto lo desiderasse, non poteva sottrarsi alla sua esecuzione.
Lo ha raccontato Alice Cooper nel corso di una recente intervista. I due si stavano confrontando sul tema delle canzoni che ognuno di loro era "obbligato" a fare in base al gradimento del pubblico: "Stavamo parlando quando a un certo punto Jimi mi ha detto 'Amico, se suono Foxy Lady un'altra volta impazzirò'. Io ho pensato che qualunque spettatore di un suo concerto sarebbe rimasto molto deluso se non avesse suonato quella canzone".
In effetti, una delle cose più importanti e allo stesso tempo difficili nell'organizzazione di un live è stabilire la scaletta dei brani. Quando una band deve portare in giro un nuovo album, è normale dare spazio alle canzoni appena uscite. Ciò tenendo presente che occorre un certo tempo affinchè vengano metabolizzate e che devono essere intervallate dai grandi classici, quelli che il pubblico si aspetta. E in genere se li aspetta nella versione in cui li ha sempre sentiti, non sottoposti a pericolose sperimentazioni capaci di stravolgerne il senso (capito De Gregori?).
Alice Cooper è esattamente di questo avviso: "io ho sempre eseguito le hits ai miei concerti, ho sempre pensato 'fai i brani di successo ed eseguili esattamente come sono negli album'. Poi aggiungi quelle che noi chiamiamo le hits da palcoscenico, nel mio caso canzoni come "Feed My Frankenstein" e "(The Ballad Of) Dwight Fry", pezzi del genere. Così dai al pubblico le canzoni più teatrali e poi, di tanto in tanto, inserisci anche una canzone che nessuno si aspetta".
Il leggendario frontman di Detroit ha aggiunto che anche David Bowie aveva un problema del genere: "Una volta mi ha detto 'Sto per intraprendere un tour durante il quale non farò nessuna delle mie hits'. Io gli ho risposto "Bene, ti odieranno tutti per questo"".
Temistocle Marasco
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