I migliori metodi scientifici e tecnologici per studiare bene
Ormai viviamo in un mondo in cui l'applicazione della tecnologia, ovviamente su basi scientifiche, può toccare svariati campi. Abbiamo infatti notato tutti gli sviluppi che ci sono stati dal punto di vista non solo medico, lavorativo, sociale ma anche ludico, con lo sviluppo di marchingegni in grado di offrire servivi veloci e intuitivi a portata di smartphone o tablet, come per esempio la possibilità di guardare un film, una serie tv o giocare a mini giochi presenti all'interno dei casinò live autorizzati.
Di fatto, però, la tecnologia e la scienza hanno studiato soluzioni anche per temi importanti come lo studio.
O meglio, sicuramente ci sono delle tecnologie atte a stimolare e organizzare meglio la capacità di studio, così come pure tattiche ancorate al metodo scientifico che possono aiutare nella prestazione universitaria o nella preparazione di concorsi. Andiamo quindi a scoprire metodi e strumenti funzionali a uno studio che non debba diventare "matto e disperatissimo".
I metodi scientifici
Iniziamo con la ripetizione spaziata, una tecnica di apprendimento che prevede una revisione delle informazioni a intervalli crescenti. Tale metodo si basa sul principio secondo cui la memoria migliora nel momento in cui le informazioni vengono ripassate in tempi diversi e non in una singola sessione prolungata. Per esempio, secondo tale metodo, c'è una fase di revisione immediata di un'informazione a cui segue una seconda revisione il giorno dopo, una terza qualche giorno dopo (una settimana, magari) e una revisione finale in un tempo più lungo (che può essere un mese).
Un'altra tecnica molto utilizzata è quella del richiamo attivo, la quale implica il tentativo di ricordare informazioni senza guardare le risposte. Tale metodo è dimostrare essere più efficace di una semplice rilettura e sottolineatura dei testi, poiché in grado di stimolare la memoria e la comprensione profonda.
Passiamo ora a una tecnica dal nome particolare, ovvero la tecnica del pomodoro. In questo caso, la tecnica prevede uno studio in blocchi di tempo di 25 minuti, seguiti da una breve pausa di 5 minuti. Dopo quattro blocchi (ovvero i pomodori) ci si prende invece una pausa più lunga, tra i 15 e i 30 minuti. In teoria, questo metodo dovrebbe aiutare a mantenere alta la concentrazione e prevenire l'affaticamento mentale.
Anche le mappe mentali sono uno strumento davvero utile, poiché rappresentano dei diagrammi visivi in grado di palesare informazioni e concetti correlati. Questo metodo è in grado di stimolare il pensiero creativo e regalare una comprensione più chiara e organizzata delle materie complesse.
Infine, vale la pena citare anche la pratica interlacciata, che consiste nell'alternare diversi argomenti o tipologie di problemi durante ogni sessione di studio, invece di concentrarsi su un singolo argomento. Così facendo si migliorerà la capacità di applicare le conoscenze in diversi contesti.
Le app
Ogni metodo che abbiamo toccato precedentemente prevede, per fortuna, anche app tecnologiche che, al giorno d'oggi, possono aiutare moltissimo nello studio. Iniziamo da Anki, un'app che utilizza la ripetizione spaziata per aiutare a memorizzare informazioni. Lo stesso fa anche Quizlet, che offre flashcard digitali e test vari programmati per lo stesso obiettivo.
Brainscape è invece un'applicazione che utilizza gli algoritmi di richiamo attivo per creare flashcard efficaci, così come anche Kahoot! fa lo stesso con i quiz. Nell'ambito della tecnica del pomodoro, invece, delle applicazioni molto utili sono Focus Booster e Toggl, che aiutano a scandire e gestire il tempo utilizzando proprio questa particolare tecnica.
Nell'ambito delle mappe mentali, invece, MindMeister e Coggle sono due punti di riferimento per la creazione di mappe interattive, che siano essere in collaborazione o in solitaria. In ultimo, Khan Academy e Coursera sono invece le app utili per la pratica interlacciata, poiché offrono la possibilità di seguire più corsi e lezioni contemporaneamente.
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