Sanremo 2023: la rivincita del vaffanculo
C'era una volta il festival di Sanremo con delle regole precise e una censura non al passo con i tempi. Alcune parole erano bandite dai testi delle canzoni e pronunciarle sul palco dell'Ariston voleva dire profanare il tempio.
Correva l'edizione del 2001 (non quella del 1964, per capirci) quando i Sottotono ricevono l'invito di cambiare una frase del brano "Mezze Verità": "figlio di puttana" è un'espressione non gradita. Ma il gruppo, in ossequio alla libertà di espressione, difende il verso. Il cantante, però, durante l'esibizione, non pronuncia quelle parole, limitandosi a un labiale di facilissima interpretazione. I sottotono finiscono quattordicesimi, tra accuse di plagio e interviste concitate.
Il 2023 saluta la reunion di J Ax e Dj Jad. Gli Articolo 31 dopo 17 anni tornano insieme e per la prima volta partecipano al festival. Lo fanno con "Un Bel Viaggio", che racconta la loro storia, dall'anonimato in un quartiere velenoso alla celebrità. In mezzo alle strofe c'è un "vaffanculo" e "2 coglioni", che pare non siano stati sfiorati dalla mannaia della censura.
Il cambio di rotta è in linea con una diversa percezione del turpiloquio all'interno della società. E' un pò come introdurre le parolacce nel vocabolario. In fondo restano sempre parolacce, ma fanno parte del linguaggio comune e lo sdegno che possono suscitare ormai ha smesso di preoccupare la santa inquisizione della tv di Stato. Per lo stesso motivo la direzione artistica ha aperto al rap e al rock, rinunciando al monopolio della più rassicurante "canzone sanremese".
Certo è che mamma Rai, per quanto tenti di intercettare anche i gusti del pubblico giovane, è senza dubbio l'emittente preferita dalle persone adulte, soprattutto di quelle parecchio adulte. Proprio per questo le sue linee guida gioco forza devono considerare che una eccessiva iniezione di modernità, sia del linguaggio che dei contenuti, potrebbe non incontrare i gusti dello zoccolo duro.
Da un sondaggio del 2016 si è appreso che l'88% degli over 64 guarda i programmi Rai tutti i giorni. E si sa che le vecchie generazioni possono avere una percezione molto diversa rispetto alle nuove, a volte con una distanza di visioni che sfiora il grottesco. La conferma la si può trovare in una recente intervista di Marco Masini, della quale riportiamo un breve stralcio: "quando nell'89 feci ascoltare a mio zio 80nne "Ci Vorrebbe Il Mare" mi disse che quella non era musica, era frastuono. Meno male che è morto prima che scrivessi "Vaffanculo".
Temistocle Marasco
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