Non indossava la giubba rossa
Che rosso il sangue più rosso il vino
E sangue e vino aveva addosso
Quando lo trovarono a Lei vicino
A Lei vicino che aveva amato
A Lei vicino che aveva amato
E assassinato in un letto di vino
Con altri in pena,io camminavo
Un altro cerchio le vidi ruotare
Che colpa avesse da espiare
Mi chiedevo se fosse lieve o grave
Quando sentì una voce
Una voce sentì mormorare
Quel tipo appesso dovrà dondolare
Mai vidi un uomo così guardare
Con occhi languidi il cielo vivo
Beveva l'aria beveva il sole
E con gli occhi colmi di compassione
Quell'uomo uccise quel che amava
Ora la morte era la sua ossessione
Ma ogni uomo uccide quel che ama
Questo sia bene udito
Alcuni con sguardo amaro,altri con parlar forbito
Il codardo lo fa con un bacio,con la spada lo fa l'ardito
Alcuni lo uccidono da giovani,altri quando sono anziani
Con la lussuria lo uccidono oppure con l'oro nelle mani
I pietosi impugnano il coltello
Che più in fretta diventi freddo,il cadavere l'indomani
C'è chi ama poco,chi troppo a lungo
C'è chi lo dona,chi lo insozza
Alcuni lo annegano in lacrime,altri senza un singhiozzo
Ognuo uccide quel che ama
Ma non ognuo per questo muore
Non muore di morte infame
In un giorno di vergogna nera
Non un nodo gli spezza il collo
Non lo acceca un cencio di tela
Non una botola lo solleva
E da sotto i piedi la vita gli leva
L'uomo che dispensa Legge
3 settimane di vita
3 settimane gli diede
Per sanare la sua ferita
Per levare dalle sue dita il sangue versato
Col pianto e il marchio di Caino
Bianco di neve ora è diventato
Alle 6 pulirono la cella
Alle 7 fu fatto pregare
Alle 8 una ala possente
La prigione sembro colmare
Non venne in pompa di porpora
Cavalcando un destriero di luna
3 braccia di corde e una botola
È quanto serve alla sfortuna
Il cappellano non si è inginocchiato
Non la croce nell'aria ha segnato
La croce che Cristo ha donato
A salvezza di chi ha peccato
Lacrime consoleranno
La pietà così mal servita
E gli esclusi lo piangeranno
Che piange sempre la gente bandita
Nel carcere fuori dal muro
In una fossa di disonore
Giace un uomo infelice
In una tomba senza nome
Lacrime non versare,nè lamenti offrire
Quell'uomo uccise quel che amava
E per questo doveva morire
Ma ogni uomo uccide quel che ama
Questo sia bene udito
Alcuni con sguardo amaro,altri con parlar forbito
Il codardo lo fa con un bacio,con la spada lo fa l'ardito
Con la spada lo fa l'ardito
Ma ogni uomo uccide quel che ama
Vinicio Capossela è un cantautore, polistrumentista e scrittore italiano nato a Napoli nel 1965. Considerato uno dei cantautori più originali e poetici della scena musicale italiana contemporanea, Capossela si distingue per la sua capacità di intrecciare testi raffinati e immaginifici con melodie folk e tradizionali, influenzate da sonorità provenienti dal mondo mediterraneo e dall'Europa orientale. La sua musica è caratterizzata da un forte senso di narrazione, spesso ispirata a storie popolari, leggende e miti, che vengono reinterpretati in chiave personale e contemporanea. Tra i suoi album più importanti figurano "L'amore è una cosa strana" (1996), "Il grande gioco" (2000) e "La terra dei cachi" (2008). Capossela ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Paolo Conte, Carmen Consoli e Roberto Vecchioni. Alcuni dei suoi brani più rappresentativi sono: "L'amore è una cosa strana", "Il grande gioco", "La terra dei cachi", "Le parole che non ho detto" e "Canzone per un amico perduto".
Si intitola "Tredici Canzoni Urgenti" e uscirà il prossimo 21 aprile il nuovo album di Vinicio Capossela.
Un centinaio di studenti ha interrotto il concerto pisano di Vincio Capossela ritenendo i costi del biglietto troppo alti. E' una protesta giusta?
"Un altro anno se ne va, chiude la porta e saluta. E un altro anno arriverà. Per un istante si sfioreranno", canta Pacifico. E proprio in questo istante, in molte piazze d'Italia, l'avvicendamento sarà festeggiato con
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IL 23 aprile 2015 è la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore. #ioleggoperché è l'iniziativa dell'Associazione Italiana Editori (AIE) che ha deciso di coinvolgere tutta l'Italia con eventi nelle piazze, sui treni, nelle scuole, nelle università e naturalmente nelle biblioteche del Bel Paese.
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Il Codacons ha accusato Dargen D'Amico di fare pubblicità occulta al marchio dell'Aperol per via di un fiore arancione esibito durante la sua performance al festival di Sanremo 2026.
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