Non lo facevo così brutto
questo disgraziato istante,
ma sulla fine della vita
se ne dicono poi tante;
tu c’hai tutti i tuoi diritti
e avrai tutto calcolato,
ma lo dico con rispetto
non mi sento preparato:
Ho lasciato indietro tante, tante cose da finire
e mi basterebbe un anno per poterle ancora dire
Si lo so che con il tempo
non si gioca a rimpiattino,
ma lo fermerai per tutti
tranne per il mio destino:
proprio come nella favola
della bella addormentata
tutti resteranno immobili
e avrò un anno in più di vita
Tutto resterà immutabile come in mezzo ad un respiro,
sotto un sole intramontabile che non sembra manco vero
Si ferma il fiume della storia,
si blocca l’ape in mezzo all’aria,
e la mia goccia di sudore,
l’urlo di chi sta a far l’amore,
si tace il coro nella chiesa,
si inceppa il mitra del ribelle,
dove l’acrobata è sospesa,
dove non brillano le stelle,
si gela il sole e il mondo resta
senza più musica e parole
come alla fine di una festa
Dammi questo miracolo segreto,
solo un anno di tempo
per tornare ancora indietro,
ritrovare le cose che ho lasciato chissà dove,
dammi un anno di tempo per riscrivere parole,
Dammi questo miracolo segreto,
non ti chiedo di continuare
a vivere e ad amare,
non ti chiedo di stringere
chi mi sono visto andare,
ma solamente il tempo
per potere ricordare
Prima che l’ape torni al volo,
prima che scenda il mio sudore,
devo riempirmi la memoria
di ogni dettaglio di colore,
spegnere e accendere le luci
di settant’anni di cammino,
e riprovare tutti i baci
bocca per bocca
ad uno ad uno
Prima che un figlio alzi la testa
e mi saluti come dirmi
che un altro tempo non mi resta,
nè un altro bacio che mi svegli
Dammi questo miracolo segreto,
una pioggia di neve in un giocattolo di vetro,
la più bella canzone che ti nasce dal silenzio,
da saperla noi soli
da saperla noi soltanto
Dammi questo miracolo segreto,
solo un anno di tempo
per tornare ancora indietro,
ritrovare le cose che ho lasciato chissà dove,
dammi un anno di tempo per riscrivere parole
Dammi questo miracolo segreto,
non ti chiedo di continuare
a vivere e ad amare,
non ti chiedo di stringere
chi mi son lasciato indietro,
ma solamente il tempo
per potere ricordare
Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, poeta e insegnante italiano nato a Milano nel 1940. Considerato uno dei cantautori più importanti della musica italiana, Vecchioni si distingue per la sua poetica profonda e raffinata, spesso ispirata alla tradizione letteraria e al mondo interiore. La sua carriera musicale è iniziata negli anni '60 con il gruppo folk-rock I Nomadi, ma ha raggiunto la fama nel 1975 con l'album "La mia casa è un castello". Tra i suoi brani più celebri figurano "L'uomo che amava le donne", "Il cielo in una stanza", "Canzone per te" e "Luci d'artista". Vecchioni ha vinto numerosi premi, tra cui il Festival di Sanremo nel 1982 con la canzone "La mia casa è un castello" e il Premio Tenco nel 1976. Oltre alla musica, Vecchioni si dedica anche alla scrittura di romanzi, poesie e saggi.
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