Non ricordarmi per i giorni
del sole alto e dei ritorni
da quella specie di trionfi
e l’emozione e gli occhi gonfi:
Non ricordarmi quando ho vinto
e mi spingeva forte il vento
e si fermavano i paesi
un mare di accendini accesi:
Dimentica le mie parole
che han fatto piangere e sognare,
scegliere il falso e il vero verde
e han fatto vincere chi perde
Non ricordarti del mio cuore
quando ne aveva più bisogno,
l’arcobaleno di furore
che ti strozzava in gola un sogno:
Non ricordarmi per l’amore
quando era facile il destino,
quando frenavo un soffio al cuore
con il tuo corpo lì vicino,
E ci chiudeva gli occhi il lume
l’ultimo bacio sul tuo seno,
e ci svegliava stretti assieme
la prima stella del mattino:
Per carità non ricordarmi
come faranno tutti al mondo,
io sono l’ultimo ad amarmi
per cosa scrivo e cosa sento,
Non voglio né celebrazioni
né comitati di memoria,
l’ultima delle mie intenzioni
è di passare anche alla storia
Però ricordami nei giorni
quando nel computo degli anni
ero nell’angolo battuto
simile a un pugile suonato:
Quando da te mi nascondevo
e per non vivere bevevo,
un’armatura da gigante
e dentro un piccolo guerriero
Che non aveva direzione ,
che non vedeva porto o mare,
che non aveva strada o cielo
dove potersi arrampicare:
E tu ricordami com’ero
per i miei sbagli senza scuse,
per la mia infanzia di pensiero,
le mie finestre sempre chiuse:
Butta nel fuoco la poesia,
tutta la musica che è mia,
conserva solo l’altro ieri
i miei biglietti con in fiori:
Ricorda tutte le manie
di quel cialtrone che io sono,
le indecifrabili ironie
che non ho chiesto mai perdono:
Ricorda quando ti ho perduto,
ricorda quando son caduto,
ricorda quando mi hai tenuto
appeso al mondo con un dito
Ricorda la teoria di stelle
su e giù impazzite per la pelle,
quando ero nulla e mi sfioravi,
quando eri tanto e mi sognavi, mi sognavi
Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, poeta e insegnante italiano nato a Milano nel 1940. Considerato uno dei cantautori più importanti della musica italiana, Vecchioni si distingue per la sua poetica profonda e raffinata, spesso ispirata alla tradizione letteraria e al mondo interiore. La sua carriera musicale è iniziata negli anni '60 con il gruppo folk-rock I Nomadi, ma ha raggiunto la fama nel 1975 con l'album "La mia casa è un castello". Tra i suoi brani più celebri figurano "L'uomo che amava le donne", "Il cielo in una stanza", "Canzone per te" e "Luci d'artista". Vecchioni ha vinto numerosi premi, tra cui il Festival di Sanremo nel 1982 con la canzone "La mia casa è un castello" e il Premio Tenco nel 1976. Oltre alla musica, Vecchioni si dedica anche alla scrittura di romanzi, poesie e saggi.
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