2019 che vai, (t)rap che vieni: la rivoluzione della musica italiana
Il 2019 è stato un anno di svolta per la musica italiana. Il pop melodico, da indiscusso dominatore delle scene, è stato colpito da sfanalate di rap, ormai stabilmente assestatosi sulla corsia di sorpasso.
La rivoluzione già in atto si è palesata al grande pubblico profanandone il tempio: al festival di Sanremo vince Mahmood con una canzone dalla struttura inusuale per questo specifico contesto, impantanato nei suoi clichè. Il cantante milanese partecipa nella categoria Big grazie all'affermazione in "Sanremo Giovani" ottenuta nel mese di dicembre. Una doppietta simile, seppur con una formula diversa, era riuscita solo ad Annalisa Minetti.
Al teatro Ariston il cambiamento è anche generazionale: Mahmood ha soli 23 anni, Ultimo 26 e i giovani de Il Volo, terzi classificati, non superano quell'età. Non è un festival per cantanti d'antan, da scongelare per l'occasione e poi rimettere in freezer. Oltre confine apprezzano il duro colpo inferto alla criogenesi: lo conferma il secondo posto di Mahmood all'Eurovision Song Contest e il premio MTV Europe come miglior artista italiano. I riconoscimenti internazionali smorzano le polemiche in patria rispetto a un qualcosa che ancora si fatica a digerire.
A una parte del Paese la canzone "Soldi" ha fatto lo stesso effetto del gelato alla fragola con le cozze. Altri l'hanno presa meglio, ma non hanno potuto fare a meno di pensare che Nilla Pizzi, vincitrice delle prime due edizioni della manifestazione canora della città dei fiori, in questo momento si stia ribaltando nella tomba.
Ma questa era sola la porzione più evidente di un qualcosa che era già in movimento da tempo. Nei talent musicali è da un pò che imperversa il rap: e se finanche a un ragazzo poco più che trentenne capita di seguire una intera puntata di X Factor senza conoscere neppure una delle canzoni scelte dai concorrenti, chissà quale senso di vuoto coglie le generazioni precedenti. Gli show televisivi di questo comparto vedono l'affermazione di J Ax e riabilitano totalmente Sfera Ebbasta. E non finisce qui: le trasmissioni nel 2019 si sono contese Achille Lauro, che per alcuni rimane una nave, ma per altri è uno dei cantanti del momento. La rivoluzione si mostra nel tubo catodico, ma vive anche al di là di esso, se è vero che Coez, mai comparso in tv, ha raggiunto le vette delle classifiche 2019, apprezzato e imitato a più riprese.
Ma a cosa è dovuta l'esplosione del fenomeno? Lo ha spiegato J Ax tempo fa: "Un certo tipo di comunicazione, ossia il rap, il rock, la satira e il giornalismo, da anni subisce una censura. A questo punto la gente se l'è andata a cercare da sola. Per fortuna, grazie alla rete, negli ultimi 15 anni, il rap ha avuto un boom popolare perché i mass media non potevano più fermarlo. Questo è successo in Italia". E' il web, quindi, che ha cambiato tutto, dando voce alle forme di espressione che le fonti tradizionali di informazione ghettizzavano, poiché non rientranti nella loro confort zone.
Temistocle Marasco
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