I migliori batteristi di tutti i tempi


Di batteristi bravi ce ne sono tanti e, quando si fa un elenco, si rischia sempre di fare un torto a qualcuno. La seguente classifica non ha un valore assoluto, ma è frutto di gusti personali. In ordine sparso:

Neil Peart

Neil Peart è considerato dalla critica e dal pubblico uno dei migliori batteristi di tutti i tempi. Partito per essere un clone di Keith Moon, del quale ammirava lo stile, è diventato il suo esatto opposto: ugualmente potente, ma preciso e pignolo, tecnico come si richiede a un batterista progressive. E' noto per la sua militanza nei Rush. Ci ha lasciato il 7 gennaio di quest'anno.

Stewart Copeland

Storico batterista dei Police, è considerato un innovatore per il suo stile asciutto e tagliente, in cui è spesso il charleston e non il rullante ad avere il ruolo da protagonista. Molto legato all'Italia, partecipa attivamente alla Notte della Taranta dal 2004 ed è cittadino onorario di Melpignano (LE).

Mike Portnoy

Membro fondatore dei Dream Theater e dei Transatlantic, ha collaborato con numerosi artisti progressive metal. E' noto per l'utilizzo di batterie con tantissimi pezzi e per il piacere di cambiarne l'aspetto estetico ad ogni tour. Suona anche la chitarra. Ha più volte dichiarato che Neil Peart è uno dei suoi eroi.

Jeff Porcaro

Figlio del percussionista Joe Porcaro, di origini italiane, ha scritto la storia dei Toto fino alla sua morte nel 1992. Era un batterista tecnico, poliedrico e con un gran gusto negli arrangiamenti. Queste qualità gli sono valse collaborazioni a non finire con i numero 1: per citarne solo una piccola parte, Elton John, Paul McCartney, Michael Jackson, Roger Waters, Bruce Springsteen, Eric Clapton.

Simon Phillips

Il batterista inglese ha lavorato come turnista per Whitesnake, Joe Satriani, Mike Oldfield, Michael Schenker Group, The Who, Judas Priest e Pete Townshend. La sua esperienza più importante e duratura, però, è stata con i Toto che, nel 1992, hanno scelto lui per sostituire il grande Jaff Porcaro.

John Bonham

In molti lo considerano il più grande batterista di tutti i tempi perché il suo stile ha cambiato per sempre il rapporto tra l'uomo e lo strumento. Le sue performance sono oggi elemento fondante della ritmica rock e hard rock. E tutto questo da autodidatta. Muore a soli 32 anni, affogato dal suo stesso vomito, dopo essersi ubriacato fino all'inverosimile. A causa della sua scomparsa, i Led Zeppelin decisero di sciogliersi.

Dave Grohl

Batterista dei Nirvana fino alla morte di Cobain nel 1994, proveniva da esperienze nella scena hardcore punk, in particolare con gli Scream. "Kurt mi aveva chiamato dicendo: 'Ho il miglior batterista del mondo ora. Suona più forte di chiunque abbia mai incontrato!", ha detto il produttore di Nevermind Butch Vig al biografo di Grohl Martin James. "Ed io gli ho fatto: 'Sì, come no.' Ma aveva assolutamente ragione! Non c'erano microfoni in quella stanza, eppure acusticamente si sentiva come se ci fossero gli amplificatori!". Dave è oggi frontman dei Foo Fighters, nei quali ha lasciato la batteria all'ottimo Taylor Hawkins.

Buddy Rich

Buddy Rich nasce a Brooklyn nel 1919 da genitori ebrei americani. Dotatissimo autodidatta, calca il palco sin da piccolo. E' considerato il più grande batterista jazz di tutti i tempi, oltre che uno dei più grandi batteristi della storia, indiscusso punto di riferimento per tutte le generazioni successive.

Keith Moon

Batterista degli Who, noto distruttore di camere d'albergo e di qualunque tipo di strumentazione. La tecnica non era il suo punto di forza, ma sopperiva con grande grinta e creatività. Proprio per questo il suo groove raramente era lineare. E' stato uno dei primi a introdurre la doppia cassa nel rock. E' morto a soli 32 anni nel 1978 per overdose.

Vinnie Colaiuta

Di origini abruzzesi, Vinnie è il batterista totale per eccellenza in quanto, nella sua carriera, ha suonato qualsiasi genere conosciuto con risultati eccellenti: dal pop di Bublè alle partiture impossibili di Frank Zappa, dalla fusion al jazz, dal rock al metal, per finire al latin. In sala d'incisione viene soprannominato "mister buona la prima" per le sue qualità, oltre che per l'indiscutibile gusto negli arrangiamenti. Proprio per questo è uno dei session man più richiesti di sempre.

Travis Barker

Il tatuatissimo batterista californiano è conosciuto soprattutto per la militanza nei Blink 182. Gli altri componenti della band hanno sempre detto che lui, dei 3, è l'unico che sappia davvero suonare. Nel 2008 si è salvato da un grave incidente aereo, pur riportando ustioni sul 65% del corpo. La vicenda, per il periodo successivo, lo ha fatto cadere in depressione, tanto da pensare al suicidio; non avendo il coraggio di farlo da solo, offrì 1 milione di dollari a chiunque volesse "aiutarlo". Per fortuna non si propose nessuno.

Ian Paice

Ha cominciato come violinista nell'orchestra di suo padre. Poi a 19 anni ha fondato i Deep Purple diventando leggenda. Ha suonato anche nei Whitesnake e in tante altre band proponendo un groove molto personale e assoli spaziali. E' considerato uno dei migliori batteristi rock della storia. Ha sempre mostrato grande umiltà e voglia di migliorarsi. Non di rado lo si vede suonare nelle tribute band dei Deep Purple.

Temistocle Marasco

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