Nick Drake: il culto dopo di lui
Nick Drake era un ragazzo particolare, dotato di grande talento, che tuttavia gli sarà riconosciuto solo quando sarà troppo tardi.
Il ritratto del cantautore inglese, morto suicida a soli 26 anni, è disponibile nel libro di Richard Morton "Nick Drake: The Life". Il volume è un documentario minuzioso che, grazie al contributo di amici e collaboratori, descrive un giovane taciturno ma ironico, privo di pulsioni sessuali (leggasi anoressia sessuale), ma innamorato della musica. "Una persona pacatamente autorevole", dirà chi lo ha conosciuto.
Da giovanissimo suona il pianoforte nell'orchestra della scuola, impara il clarinetto e il sassofono. A metà degli anni '60 forma un gruppo, i Profumed Gardeners, con quattro compagni. Suonano cover di Pye International R&B e standard jazz, così come canzoni di Yardbirds e Manfred Mann.
Nel 1965 Drake paga 13 sterline per la sua prima chitarra acustica, una Levin, e comincia a sperimentare cose come lo stile pizzicato o l'accordatura aperta. In Francia scopre la cannabis e successivamente l'LSD, che lubrificano la sua vena compositiva.
Nel 1969 c'è l'esordio discografico, carico di aspettative, con "Five Leaves Left", ma è un flop. Nessuno mostra interesse verso un figlio dell'alta borghesia che propone folk acustico, esistenziale, onirico. Non trovano maggiore fortuna le esibizioni dal vivo, in cui le sue elegie introspettive vengono coperte dal tintinnio dei boccali di birra.
Drake inoltre detesta l'attività promozionale, il dispensare sorrisi concedendosi ai fan o agli addetti ai lavori. Tanto è vero che non esiste un suo video o una qualche sua intervista.
Pur potendo contare sulla stima di Elton John e John Cale, che in qualche modo lo promuovono più di quanto faccia se stesso, anche il secondo album "Bryter Layter" è un insuccesso commerciale. E questo nonostante il cantautore abbia cercato di introdurre elementi di novità per uscire fuori dalla sua nicchia: così ecco la comparsa di basso e batteria che smorzano le sonorità pastorali del primo lavoro, in favore di una cifra stilistica più pop.
I suoi concerti sono rari, con pochi spettatori e apparentemente improvvisati. Drake si ferma spesso per accordare la chitarra e non mostra alcuna empatia verso il pubblico. A volte, nel bel mezzo della performance, prende e se ne va.
Con il suo terzo album "Pink Moon", che vende ancora meno dei precedenti, il senso di fallimento palpabile fa da detonatore per la sua depressione. Trova rifugio solo negli stupefacenti e fuma quantità di cannabis davvero preoccupanti. Nemmeno tornare dalla sua famiglia lo aiuta. E' ormai nel baratro, affetto da mutismo, letargia (sonno patologico profondo), vacillazioni inspiegabili. Vuole l'elettroshock e un bagno caldo, il ricovero e un taglio di capelli. Fa paura e tenerezza mentre cerca di salvarsi con la chitarra. Il 25 novembre 1974, dopo aver mangiato cereali ascoltando Back, Drake si toglie di dosso quello che chiama "il cagnaccio dagli occhi neri", ingerendo un flacone di antidepressivi.
La sua biografia è dura da digerire e non c'è niente di romantico. Per questo è l'unica approvata da sua sorella: "La schizofrenia ha crudelmente rubato la sua musa creativa". Drake, anche quando si parla di se stesso, resta impalpabile e in disparte. Voleva che gli venisse riconosciuta la sua arte, non cercava la celebrità, né le gratificazioni economiche.
Ripeteva: "Un giorno la gente capirà". Oggi forse quel momento è arrivato. Il 7 luglio è stato pubblicato "The Endless Coloured Ways: The Songs Of Nick Drake", un album tributo nel quale 25 suoi brani vengono reinterpretati da artisti di varie epoche che, in qualche modo, gli devono qualcosa.
In questo modo forse il mondo scoprirà questo artista che, nonostante abbia vissuto poco e venduto ancora meno, è diventato così influente senza avere la possibilità di rendersene conto. Basti pensare, come esempio tra i tanti, a Robert Smith dei Cure, che ha confessato che il nome della band da lui fondata deriva da un verso di "Time Has Told Me", opener del primo album di Nick: "A troubled cure for a troubled mind".
Temistocle Marasco
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