Vivaldi Le Quattro Stagioni nella trascrizione per pianoforte di Francesco Grillo


Bach/Busoni Preludio del Corale "Ich ruf' zu dir, Herr Jesu Christ" BWV 639
Ciaccona in re minore (da Partita N.2 BWV 1004)
Bach/Rachmaninoff Partita per violino solo N.3 in mi maggiore BWV 1006

"L'impresa non è solo curiosa. E' interessantissima. In certi momenti sorprendente, in altri bellissima. Mai fuori registro. E dimostra come il descrittivismo vivaldiano viva di ritmo e di linee più che di timbro" Enrico Girardi Corriere della Sera

Eclettico amante della musica senza frontiere, forse per quell'impronta famigliare per cui si passa dal nonno tromba alla Scala, ma anche bandoneon in Argentina, allo zio batterista e cantante de I Giganti; in continuo dialogo con l'Accademia, in continua fuga dall'Accademia, chansonnier per gioco ma comunque pubblicato in USA e tanti paesi europei; jazzista quando vuole esserlo, compositore di matrice classica ma sempre con un tocco di evidente diversità, trascrittore sottilissimo e geniale, in definitiva musicista rarissimo in questo momento storico.

E' davvero impossibile definire la vocazione alla fluidità di un artista i cui unici fratelli nell'approccio musicale risalgono ai tempi mitici della fondazione della grande musica classica quando, per un Bach, Mozart o Beethoven, la distinzione tra musica scritta e improvvisazione, era del tutto irrilevante: un paragone così alto può forse generare imbarazzo, ma la verità è che da allora scrittura e improvvisazione si sono inesorabilmente separate, come mondi non comunicanti, e il ritorno a questa modalità doppia pone Francesco Grillo come un caso isolato che, non per superbia, ma necessità, non trova altri riscontri se non nei pilastri della storia.

Un unicum quello di Grillo che ha appassionato il mercato europeo, dove l'album Le Quattro Stagioni è stato pubblicato con unanime consenso dei territori, accadimento rarissimo di questi tempi, ma in linea con la totale assenza di prevedibilità di questo artista milanese che della sorpresa controcorrente ha fatto la sua cifra stilistica, in Italia come all'estero.

E anche oggi non si smentisce, proponendo al pubblico una versione riuscitissima di un evergreen della popolarità in musica classica: Le Quattro Stagioni di Vivaldi, in pratica una follia, ma anche l'ovvio mai tentato, forse per timoroso rispetto, forse per preconcetto. La critica più sofisticata ha già sancito l'indubbia riuscita culturale e artistica della trascrizione di Grillo, che senza intaccare la riconoscibilità popolare di questo monumento in musica, è riuscito a portarlo al pianoforte con intelligenza, garbo e piacevolezza, dando ai sofisticati cultori di musica da camera uno strumento inedito per comprendere meglio le dinamiche interne dell'opera, al mondo della gente comune una versione inevitabilmente ancora più contemporanea, di grande sensibilità attuale, per godere di questa immensa madeleine collettiva.

Francesco Grillo - PIANI DIVERSI - L'appuntamento a Cosenza sarà per il 31/03/2017 - CASA DELLA MUSICA - Piazza Amendola

FRANCESCO GRILLO & VIVALDI

Si dice che l'uomo abbia iniziato a cantare per spirito di emulazione ascoltando il canto degli uccelli. In effetti la voce è tra gli strumenti primevi assegnatici dalla natura. Ma l'aspetto che qui mi preme sottolineare è l'esigenza spirituale che l'uomo ha sempre avuto nella creazione artistica quando prende ispirazione dalla natura. Grandi compositori, fra cui Liszt, Strauss, Berlioz, Saint-Saëns, Debussy, Ravel e Beethoven stesso (e qui subito pensiamo alla "Sinfonia Pastorale"), nell'arco dei secoli ci hanno lasciato pagine indimenticabili di musica denominata "a programma", ovvero quel tipo di musica ispirata dalla natura o da altre forme d'arte, come la letteratura e la pittura.

Comprendiamo allora quanto l'elemento narrativo e descrittivo sia sempre stato di grande rilevanza in musica. In tale contesto "Le quattro stagioni" di Antonio Vivaldi sono da considerarsi un'icona assoluta. La capacità di far sentire - come accade nella "Primavera" - con trilli e mordenti il canto degli uccelli, o il vento tra le fronde degli alberi, è sbalorditiva.

Trascrivere la partitura per pianoforte è stata un'esperienza straordinaria. Man mano che il lavoro procedeva si dissipavano i dubbi che nutrivo nell'affrontare una tale sfida, sostituiti da un crescente entusiasmo perché quest'opera meravigliosa pensata per strumenti ad arco, con mia grande sorpresa, si presta con naturalezza a essere eseguita al pianoforte, strumento notoriamente a percussione. Per quanto la conoscessi sin da bambino in quanto celeberrima, scavandovi in profondità ho potuto apprezzarne ancor più il valore descrittivo, la cui modernità trascende il tempo nella poetica musicale, nell'utilizzo sia dell'armonia che della melodia, grazie ad un'invenzione e a una cifra distintiva di grande tradizione italiana. Sia durante la fase di trascrizione che nell'esecuzione ho ricercato sonorità che mi permettessero di mantenere, benchè generato da un solo strumento, l'elemento dialogico fra solista e orchestra.

Francesco Grillo

FRANCESCO GRILLO

Francesco Grillo, cresciuto in una famiglia dalle radicate tradizioni musicali, è un pianista classico e compositore diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e, in seguito, presso le Accademie di Imola e Cremona. Francesco si cimenta sin da bambino con la composizione; i suoi primi modelli sono i grandi romantici, Chopin, Liszt, e successivamente anche i grandi autori russi, Rachmaninov, Scriabin, Prokoviev ed i francesi, Ravel in primis. La passione per il Jazz e in particolare per i grandi pianisti come Bill Evans e Bud Powell, ha permesso a Francesco Grillo di creare un suo stile compositivo molto personale che attinge da entrambe le tradizioni (Classica e Jazz) e che mostra una felice integrazione tra mondi all'apparenza lontani. Francesco si è esibito in molti paesi d'Europa, Stati Uniti, Giappone, Messico e ha partecipato alla cerimonia d'apertura dei campionati europei di pattinaggio artistico a Milano (con diretta televisiva in tutta Europa) eseguendo i suoi preludi che, successivamente, sono entrati a far parte del suo primo album di composizioni proprie. "HighBall", pubblicato nel 2011, contiene musica complessa e di grande lirismo con brani originali per piano solo e tre duetti con il pianista Stefano Bollani. Nel 2012 pubblica l'album "Otto", un disco di brani jazz originali realizzato con musicisti straordinari come il trombettista Enrico Rava, il clarinettista Nico Gori, il batterista israeliano Asaf Sirkis, il vibrafonista Andrea Dulbecco e il contrabbassista Yuri Goloubev. Nel 2013 esce "Frame" (Sony Classical), un album di composizioni per piano solo, pubblicato da Sony Music.

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