Festival di Sanremo 2018, seconda serata: stavo col Libanese
Il Festival di Sanremo targato Baglioni viaggia col vento in poppa anche nella seconda serata: 9 milioni e 700.000 italiani hanno scelto l'ammiraglia di via Teulada, con uno share del 47,7%.
La leggera flessione rispetto al giorno di apertura è un classico della kermesse e non sminuisce l'ottimo lavoro di un trio che funziona: Baglioni, Hunziker, Favino.
Proprio il "Libanese" di "Romanzo Criminale", dopo aver stupito col mash up dell'esordio, ieri è salito ancora di tono mostrando le sue doti di ballerino sulle note di "Despacito".
La conduzione è stata fluida, ironica, liberata dalle paure legate alla messa in moto: il motore funziona. E' in questo ingranaggio che sono state inserite le "Nuove Proposte": Lorenzo Baglioni (nessuna parentela), Giulia Casieri, Alice Caioli e Mirkoeilcane. Quest'ultimo, il più atteso, è stato collocato dalla giuria demoscopica in ultima posizione nella classifica provvisoria, forse bocciando un linguaggio parlato, più che cantato. I pezzi dei giovani non sono inediti, diffusi già da alcuni mesi secondo una formula introdotta da Carlo Conti nelle scorse edizioni.
Ha tenuto banco la "sospensione" comminata al duo Meta Moro, che dovevano esibirsi, ma che sono stati messi in standby per la spinosa questione del plagio: il ritornello della loro canzone è uguale sia nelle parole che nella musica a un altro brano dello stesso autore Andrea Febo, presentato nel 2016 alle selezioni per Sanremo Giovani, ma scartato e mai commercializzato.
Nel regolamento del Festival è scritto che una canzone in gara può utilizzare il 30% di un'altra canzone, non specificando se in più frammenti o in un frammento unico (come, ad esempio, nel ritornello). Questo crea un pericoloso precedente perché vorrebbe dire che è lecito scrivere solo le strofe di un brano per poi completarlo con il ritornello di un grande successo. Verrebbe sempre considerata una canzone inedita. Ma se questo schema è legittimo, perché Meta e Moro sono stati sistemati nel congelatore?
Tra l'esibizione di un big e l'altro, dalle scale dell'Ariston sono scesi ospiti e super ospiti. Tra questi Il Volo, che vinse 3 anni fa riportando la banalità del testo al potere. Hanno cantato "Nessun Dorma" e omaggiato Sergio Endrigo con "Una Canzone Per Te". Poi hanno duettato con Baglioni in "La Vita E' Adesso", dimostrando quant'è facile rovinare un brano di grande successo con l'attitudine lirica.
Si è rivisto Pippo Baudo, il conduttore che più volte è stato alla guida del Festival di Sanremo, dal 1958 ai giorni nostri. C'è stato Biagio Antonacci, che ha duettato anche lui con Baglioni. E poi Sting, che ha cantato prima in italiano il pezzo dell'amico Zucchero "Muoio Per Te" e poi in inglese con il boombastico "Shaggy".
Baglioni ha condiviso una particolare versione di "Questo Piccolo Grande Amore" con Franca Leosini che, tra una strofa e l'altra, gli ha rivolto delle domande come fosse un serial killer. Solo che stavolta non si trattava di storie maledette ma di un brano benedetto dal pubblico e dalla critica, eletto canzone italiana del secolo.
C'è stato anche Roberto Vecchioni e, in tardissima serata, il Mago Forest per una chiusura all'insegna della simpatia.
Temistocle Marasco
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